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Manifesto

Il colore che non c’era.
Ora c’è

Perligio nasce come un modo di vedere, prima ancora che come un marchio. Il nome fonde perla e grigio, una nuance immaginaria che non è un colore: è un criterio. L’idea che l’eleganza possa essere un sussurro e che proprio per questo si ascolti.

«Ciò che resta oltre il superfluo.»

Un archivio, non una vetrina

Da quel criterio viene tutto il resto: la selezione di pezzi di lusso, nuovi e vintage, scelti uno a uno; le fragranze della casa; i capitoli di Visioni; gli incontri in cui un pezzo si guarda con calma. Per chi sceglie di essere, prima ancora di apparire.

Raro

Molti pezzi sono unici, nuovi o vintage. Quando uno è andato, non c’è riassortimento.

Raro

Un pezzo del catalogo è uno solo: non c’è una seconda taglia in magazzino e non c’è riassortimento.

Quando è venduto la sua pagina resta e dichiara che non è più disponibile; se è in trattativa dichiara Riservato. Per questo la disponibilità vale fino alla conferma dell’ordine.

Verificato

Ogni pezzo entra dopo un esame: materia, lavorazione, segni. La provenienza, dove esiste, si verifica. Prima l’oggetto, poi tutto il resto.

Verificato

L’esame è fisico e in quattro passi. Prima la materia: la concia di un pellame, la mano di una seta, il colore dell’oro.

Poi i dettagli che i falsi sbagliano — cuciture, ferramenta, punzoni, numeri di serie — confrontati con i riferimenti della maison. Poi la provenienza, dove esiste: fatture, scatole, custodie.

Infine l’occhio di chi ha visto molti pezzi. Se un dettaglio non convince, il pezzo non entra.

Custodito

Le tendenze si osservano e si filtrano, non si inseguono. Un pezzo entra per quello che è, non per la stagione.

Custodito

Custodire vuol dire due cose. Guardare un oggetto com’è oggi: la patina di una pelle, il peso preciso di un orologio, la spalla di una giacca.

E occuparsene: la revisione dell’orologiaio, la riparazione al posto dello scarto, una custodia all’altezza. La patina è valore; i difetti si dicono.