Una selezione la fa una persona, ma la tiene viva chi la guarda. Per questo qui la porta è aperta in tutti e due i sensi: si può chiedere, e si riceve una risposta scritta da qualcuno.
Gli incontri servono a questo. Un pezzo si guarda con calma, di persona o in videochiamata, e si può chiedere quello che una fotografia non dice: quanto pesa, come cade, se quella misura funziona addosso. Nessuna scheda sostituisce una borsa tenuta in mano.
L’Archivio è l’altra metà. Chi ci entra riceve gli inviti prima, ma soprattutto entra in una conversazione: dice che cosa cerca, e quello che cerca viene cercato davvero.
E poi c’è chi porta un pezzo. Un guardaroba che si apre è una casa che si racconta: gli oggetti arrivano con una storia già cominciata, e il nostro lavoro è non interromperla.