
Una spilla può portare un punzone, una data, una firma. Non dicono tutti la stessa cosa. La scheda deve distinguere ciò che è scritto sul pezzo, la materia dichiarata e quello che gli anni hanno lasciato sulla superficie.
Gli orecchini Chanel a croce dorata registrano graffi e piccole ammaccature diffusi sul metallo, con ossidazioni puntiformi sul retro dei pendenti. Il retro conta quanto il fronte, anche se si vede meno quando il pezzo è indossato.
La spilla Chanel del 1994 porta una data documentata nella scheda e nel punzone descritto al retro. La finitura è satinata. Ci sono lievi segni superficiali, micrograffi sul retro e segni d'uso diffusi sulla doratura; il fronte resta uniforme. La data e la condizione sono due informazioni distinte.
Gli orecchini Tiffany in argento sterling hanno lievi segni d'uso, opacizzazione, graffi e piccole ammaccature. «Una delle due clip è leggermente deformata»: la scheda individua il difetto senza nasconderlo dentro una formula generale. Il pezzo è in esposizione, con prezzo su richiesta.
Le mezze creole Yves Saint Laurent smaltate mettono accanto superfici diverse: graffi, segni d'urto e piccole macchie sul metallo dorato, soprattutto al retro; smalti integri. Una delle due clip è leggermente allentata. Il colore conservato non cancella il problema della chiusura.
La collana Yves Saint Laurent a losanga dichiara graffi e piccoli urti sul pendente, insieme a «doratura con corrosione diffusa e macchie scure sulla superficie». Corrosione è una parola precisa. Non serve attenuarla, né ricavarne una spiegazione del prezzo.
In questa stanza la regola della casa resta semplice: quello che non si sa non si scrive. Metallo dorato e oro non sono nomi intercambiabili. Una firma non sostituisce la dichiarazione della materia.
