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IV · Il tempo

I gioielli

Sedici pezzi, e nessuno di loro ha un’etichetta.

Sedici gioielli, e nessuno di loro ha un'etichetta. È la stanza dove la scheda deve lavorare di più, perché il pezzo non porta niente scritto addosso.

Su una borsa c'è il monogramma, su una cravatta l'etichetta cucita, su una giacca la composizione. Su una spilla no. C'è il metallo, la sua firma se c'è, e quello che gli anni gli hanno fatto — e tutto quello che sappiamo va detto a parole, perché non c'è un cartellino a cui rimandare.

Gli orecchini Chanel a croce dorata sono il caso limite. La scheda scrive «graffi e piccole ammaccature diffusi sul metallo; ossidazioni puntiformi sul retro dei pendenti». Il retro: quello che chi indossa non vede mai e chi compra deve sapere.

La spilla Chanel del 1994 porta una data, e la data è un fatto, non un aggettivo. La finitura è satinata, i micrograffi stanno «sul retro», i segni della doratura sono «coerenti» con l'uso. Coerenti è una parola che facciamo lavorare: vuol dire che i segni raccontano una storia possibile, non un incidente.

Gli orecchini Tiffany in argento sterling dichiarano una cosa scomoda fino in fondo: «una delle due clip» — e lì la scheda entra nel dettaglio invece di fermarsi al generico. Una differenza fra i due pezzi di una coppia è esattamente ciò che nessuno scriverebbe volendo vendere in fretta.

Le mezze creole Yves Saint Laurent smaltate mettono in fila due materie con due destini: «graffi, segni d'urto e piccole macchie sul metallo dorato, soprattutto al retro; smalti integri». Il metallo cede, lo smalto no — finché non si scheggia, e allora cede tutto insieme.

La collana YSL a losanga è la più onesta di tutte: «doratura con corrosione diffusa e macchie scure sulla superficie». Corrosione è una parola dura. È anche la parola giusta, e il prezzo la tiene in conto.

In questa stanza la regola della casa vale doppio: quello che non si sa non si scrive. Su un metallo dorato la tentazione di scrivere «oro» è a un tasto di distanza — e sarebbe un'altra cosa, e un'altra legge.