Capitolo I

Omega De Ville, la misura discreta di un orologio da città

Un orologio bicolore in acciaio e oro, quadrante champagne: l'eleganza urbana coltivata da Omega dagli anni Sessanta.

C'è una parte di Omega che non ha mai avuto bisogno di raccontare imprese. Non gli abissi del Seamaster, non lo spazio dello Speedmaster. La linea De Ville nasce alla fine degli anni Sessanta come il volto cittadino della maison di Bienne: un orologio pensato per il polso di tutti i giorni, per la manica di una giacca, per una misura sobria dell'eleganza. De Ville, «della città». Il nome dice già il programma.

Questo esemplare appartiene a quella grammatica. La cassa è tonda, sottile, in acciaio, con la lunetta dorata a incorniciare il quadrante. È un orologio bicolore, secondo un gusto che ha attraversato gli anni Ottanta e Novanta: l'acciaio per la sostanza, l'oro per il segno. Il quadrante è champagne, lavorato a raggiera, con un movimento di luce che cambia a seconda dell'inclinazione. Gli indici sono piccoli tasselli applicati. Il datario si apre a ore sei, discreto, senza rubare centralità. Sotto, la dicitura Swiss Made chiude il cerchio.

Le lancette portano un dettaglio che è quasi una firma: la loro terminazione richiama il segno grafico della linea, lo stesso che ritorna inciso sul fondello, dove la scritta De Ville accompagna un motivo stilizzato di edifici. Girare l'orologio significa trovare, sul retro, il paesaggio urbano che dà il nome a tutto.

Il bracciale è a maglie fitte, morbido al tatto, di quelli che si adagiano sul polso senza pesare. La corona reca il simbolo Omega, la lettera greca che la maison usa da più di un secolo. Nell'insieme è un oggetto che non chiede attenzione: la ottiene, semmai, da vicino, quando l'oro caldo del quadrante incontra la luce.

Si tratta di un pezzo che ha vissuto. La condizione è coerente con l'epoca: la lunetta dorata mostra i segni del tempo, l'acciaio conserva la sua lucentezza. Non è un difetto, è una biografia. Un orologio come questo ha misurato appuntamenti, riunioni, sere. Ha accompagnato una vita ordinaria in modo non ordinario.

La De Ville resta questo: la prova che Omega sa parlare anche a bassa voce. Non l'orologio dell'avventura, ma quello del ritorno a casa. Un classico da polso che non ha bisogno di essere spiegato per essere capito.