
Nel capitolo Patina si dice che il tempo è un valore. Qui si mostra come lo scriviamo, quando il tempo ha lasciato un segno preciso.
La nota dell'orologio Omega, parola per parola: «lunetta dorata con patina e opacizzazioni diffuse; graffi e segni d'uso su fondello, anse e bracciale; quadrante con lievi puntinature». Sta nella scheda, accanto a tutto il resto — non sotto un asterisco.
La nota della cravatta Gianni Versace: «un filo lento sul retro, presso il fondello». La precisione arriva fino al filo, ed è lì che diventa credibile.
La nota della borsa Loewe color cammello: «segni d'uso e aloni visibili». Il camoscio è una materia che racconta tutto quello che le succede; la scheda non lo nasconde.
La nota della Ferragamo in pelle verniciata: «graffi e abrasioni visibili, soprattutto sui bordi; segni d'uso all'interno». Anche l'interno, che nelle fotografie si vede poco, è dichiarato.
Un profilo che mostra solo pezzi perfetti non è un archivio: è un catalogo. I segni si scrivono per nome perché chi compra sappia esattamente che cosa riceve — e perché tutto il resto della scheda, letto dopo quelle righe, valga di più.