# L'oro di Bisanzio

_Una croce Chanel del 1994, e la data scritta sul retro._

III · La materia · capitolo 14

![Spilla Chanel a croce in metallo dorato, bracci a rombo incisi e traforati, doppia C in rilievo al centro](https://www.perligio.com/assets/img/visioni/oro-di-bisanzio-76ed86f2.png)

Sul retro di questo gioiello c'è un piccolo ovale. Dentro, il nome della maison, le doppie C, e ai lati due segni: a sinistra 94, a destra una P. È tutto quello che serve per sapere quando è nato.

Dal 1993 Chanel scrive sui suoi bijoux l'anno e la stagione: le ultime due cifre dell'anno a sinistra del logo, la lettera della stagione a destra — P come Printemps, A come Automne. Sono gli anni in cui i bijoux della maison sono affidati a Victoire de Castellane. In un settore dove il vintage si racconta per approssimazione, un oggetto che dichiara la propria età è già a metà della prova.

La croce, nell'alfabeto di Chanel, non è un segno religioso: è una linea di famiglia. Comincia negli anni Venti, quando Gabrielle Chanel entra nella Basilica di San Marco a Venezia e resta ferma davanti all'oro bizantino: i mosaici sopra la testa, e sull'altare la Pala d'Oro, smalti e pietre montati su lastra d'oro.

Per portare quella luce nella materia, la maison si affida nel tempo a tre mani. Fulco di Verdura, aristocratico siciliano e disegnatore, negli anni Trenta forgia per Gabrielle Chanel i bracciali a polsino con la Croce di Malta. La maison Gripoix, maestri vetrai parigini, con la pâte de verre ricrea le sfumature sature e irregolari dei rubini e degli smeraldi antichi. Robert Goossens, artigiano scultore, dagli anni Cinquanta lavora metalli martellati, bronzo e cristalli di rocca: sotto le sue mani l'ornamento diventa una corazza di luce. Così la croce entra nel lessico della casa, accanto alla camelia, alla perla e alla catena.

Negli anni Novanta Karl Lagerfeld riprende quel codice e ne allarga i volumi. Le croci tornano in metallo dorato, incise, coi bracci che si aprono in geometrie decise. Il decoro traforato lascia passare la luce e alleggerisce una forma che sarebbe imponente. Al centro, le due C intrecciate: un logo del Novecento dentro una forma molto più antica della casa.

Come si legge, oggi, un pezzo d'archivio? Si comincia dal retro: il punzone deve essere nitido. Poi i bordi delle incisioni — col tempo la doratura perde un velo, e quella è la patina, che si legge e non si nasconde.

Su questa spilla i segni ci sono, e stanno scritti nella scheda: micrograffi sul retro, segni d'uso diffusi sulla doratura, il fronte uniforme. Sono trentadue anni, e si vedono.

Poi la costruzione: spillo con gancio, salda. Si appunta sul risvolto di una giacca di tweed, su un cappotto scuro, su una sciarpa. È la spilla che si nota e non fa rumore.

[Vedi la spilla nella selezione](https://www.perligio.com/pezzo/024-spilla)

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